Storia di Iqbal - ::: Rete Civica del Comune di Guastalla :::

Biblioteca Comunale | LASCIAMO IL SEGNO 2012/2013 CLASSI SECONDE | Storia di Iqbal - ::: Rete Civica del Comune di Guastalla :::

Francesco D'Adamo

STORIA DI IQBAL

 

RECENSIONE DEI RAGAZZI

 

Titolo:La STORIA DI IQBAL

Autore:Francesco D' Adamo

Casa editrice:"EL"

Iqbal è stato un ragazzo molto coraggioso perchè fu in grado di vincere le difficoltà con una forza strabiliante per la sua età; in questo romanzo si narra la sua storia. I suoi genitori, con l' intento di estinguere un debito, mandano il figlio Iqbal a lavorare in una fabbrica di tappeti in Pakistan. Il padrone di questa fabbrica, per privilegiare il guadagno, é privo di scrupoli e fa lavorare come schiavi dei bambini in spazi luridi anche per 10 ore al giorno, solo in cambio di una rupia, cioè meno di venti centesimi. Iqbal riesce a fuggire e denuncia il padrone, per colpa della corruzione degli agenti di polizia non ottiene ciò che voleva ma alla fine ci riesce con l' aiuto di un'associazione che aveva il compito di eliminare lo sfruttamento minorile in Pakistan. Iqbal viene quindi ospitato nella sede dell' associazione assieme ai suoi "compagni di shiavitù", qui decide di impegnarsi a fondo contro la cosiddetta "mafia dei tappeti" salvando centinaia di coetanei sfruttati in fabbriche illegali. ll suo impegno eroico lo porterà persino a vincere un premio in America, ma il finale della storia sarà purtroppo tragico.

L'autore, con questo romanzo intende far riflettere e vuole ricordare la storia di questo "eroe dei tempi moderni", raccontata attraverso il punto di vista della bambina Fatima, una "compagna di telaio" di lqbal; inoltre descrive I'amicizia che unisce i protagonisti e che li aiuta a vivere anche nelle avverse condizioni di una fabbrica costretti a lavori forzati e soprattutto sottoposto a violenze corporali e psichiche.

Il libro mi è piaciuto perché offre un attimo di riflessione che rende questo romanzo, unico nel suo genere; occorre, inoltre riflettere a lungo sui temi che vengono trattati all' interno del romanzo, prima di affermare di averlo letto tutto veramente perché un libro che fa pensare é inutile nelle mani di un lettore frettoloso e insensibile.

Il mio voto è quindi 5/5

Federico Guglieri

CLASSE 2^A

SCUOLA SECONDARIA DI 1^GRADO DI GUASTALLA. 

 

-Autore: Francesco D'Adamo

-Titolo: Storia di Iqbal

-Casa editrice: Ex Libris

Il romanzo narra la vera storia di Iqbal Masih che a soli 12 anni è venduto dal padre a un fabbricante di tappeti per saldare un debito. Le condizioni nella fabbrica sono terribili: durante il lavoro è vietato distrarsi e parlare, i bambini sono incatenati al telaio e chi non lavora o lavora male viene spedito nella Tomba. Iqbal insieme a Fatima e altri amici incontrati nella fabbrica cercherà di mettere fine a questa ingiustizia e diventerà, ribellandosi, il simbolo della lotta contro lo sfruttamento minorile.

L'autore utilizza un lessico semplice e molte descrizioni, a mio parere, molto efficaci. D'Adamo secondo me vuole farci conoscere il problema dello sfruttamento minorile. Il libro mi è piaciuto perché mi ha aiutato a riflettere su quanto a volte siamo fortunati e non ce ne rendiamo conto. La cosa che mi ha colpito della storia è che nel mondo ci sono molte persone crudeli e senza cuore che pensano solo al denaro. Di Iqbal penso che sia un ragazzo coraggioso e anche generoso che è finito molte volte volte nei guai per salvare lui e i suoi amici.

-Voto: 5/5

Boni Sara

Scuola secondaria di primo grado “F.Gonzaga”

Classe 2^A

 

Autore: Francesco d’Adamo

Titolo: Storia di Iqbal

Casa editrice: Edizioni EL

Iqbal Masih, un bambino di soli 12 anni, viene venduto a Hussain Khan dai suoi genitori per 26 dollari. Nella fabbrica di tappeti, dove Iqbal e i suoi coetanei sono costretti a rimanere e lavorare, c’è un clima triste, i bambini soffrono, le loro mani sanguinano a causa del duro lavoro e sono mal nutriti. Loro si concedono di poter immaginare la libertà ognuno a modo proprio: chi guarda fuori dalla finestra immaginando di poter essere su uno degli alberi; chi osserva un aquilone sperando un giorno di poter farlo volare; o chi semplicemente immagina alla mattina, il “buongiorno” dei suoi cari. Però, ognuno di loro sa che poter vivere quelle emozioni è purtroppo impossibile. Iqbal invece è sicuro di sé e diverse volte fugge dalla fabbrica cercando aiuto, ma poi finendo sempre nella Tomba, il “castigo” dei disubbidienti. Alla fine, Iqbal riesce nella sua impresa e fa arrestare Hussain Khan, diventando poi un personaggio famoso e noto a tutti come simbolo di coraggio. Ma la storia avrà un finale drammatico...

Citazione:

Iqbal disse a Fatima: “Quando tornerò, faremo volare l’aquilone tutti i giorni”. Questa frase per me significa che Iqbal voleva passare del tempo e giocare con Fatima. Inoltre, l’aquilone rappresenta la libertà e la felicità, quindi questa frase significa quanto un bambino voglia poter essere libero e poter giocare.

L’autore vuole narrare una storia sconvolgente e realmente accaduta. Vuole sottolineare il coraggio e la forza che il ragazzino è riuscito a trovare e ciò che da solo è riuscito a fare. Iqbal ancora oggi è il simbolo della lotta contro lo sfruttamento minorile e D’Adamo ha voluto far conoscere questa vicenda a chi, come me, non ne sapeva niente.

Ne consiglio la lettura, perché oltre a essere un libro educativo, è un modo molto più interessante per scoprire la realtà, invece che attraverso un giornale.

Voto: 5/5

Branchini Giulia

Scuola secondaria di 1° grado “Ferrante Gonzaga”

Classe 2A

 

 

Titolo: Storia di Iqbal.

Autore: Francesco D'Adamo.

Casa editrice: EL

“Iqbal era in piedi accanto al suo posto di lavoro. Dietro di lui c'era il tappeto, quel meraviglioso tappeto di un azzurro che non si era mai visto, con un complicato disegno floreale, ed era perfetto... Prese il coltello che usavamo per tagliare le filacce dei nodi, lo alzò sopra la testa, ci guardò tutti, uno per uno, si girò con calma e tagliò il tappeto dall'alto al basso, proprio a metà”.

Così Iqbal, costretto dal padrone Hussain Khan a lavorare per ore con altri bambini in condizioni disumane, trova il coraggio di tagliare il suo tappeto meraviglioso e ribellarsi allo sfruttamento minorile.

Grazie a questo ragazzo pakistano di soli 12 anni e con l'aiuto del “Fronte di Liberazione dal lavoro Schiavizzato”, centinaia di bambini venduti dalle loro famiglie a sfruttatori senza scrupoli verranno liberati dalla condizione di schiavitù.

Tratto dalla commovente storia vera di Iqbal e dei suoi giovani colleghi di lavoro, il libro rappresenta una denuncia verso il mondo dello sfruttamento ed è un giusto riconoscimento a chi ha il coraggio di lottare per la libertà contro l'oppressione dei più deboli.

Stile: linguaggio ricco e vivace, ritmo rapido e incalzante.

L'autore invita alla riflessione sul dramma della schiavitù minorile e delle sue cause, prima fra tutte la condizione di miseria estrema che costringe addirittura a vendere i propri figli.

L'autore analizza il carattere, gli stati d'animo, le emozioni e la psicologia dei personaggi.

Ne consiglio la lettura perché insegna ad apprezzare il dono della libertà.

Il libro mi è piaciuto perchè è molto interessante e istruttivo; spiega l'importanza della libertà, dell'amicizia e del rispetto dei diritti dei bambini.

Mi ha colpito il coraggio di Iqbal .

Il libro è in grado di suscitare nel lettore emozioni e riflessioni.

Voto: 4/5

Bigi Siria

classe 2^A

Istituto comprensivo Ferrante Gonzaga

 

AUTORE:Francesco D’Adamo 

TITOLO: La Storia di Iqbal 

CASA EDITRICE: El

In questo romanzo vengono narrate la storia e le vicissitudini, di Iqbal, un ragazzo di circa dodici anni, pachistano, costretto da diversi anni a lavorare, incatenato ad un telaio, in una fabbrica di tappeti. Grazie al suo coraggio e alla sua determinazione, riuscirà a scappare e a liberare i suoi amici anch’essi schiavizzati. Entra così nell’associazione del Fronte per la liberazione dal lavoro minorile e contribuirà alla liberazione di altri bambini.  In un giorno felice, però, quando è in visita dai suoi parenti, mentre è sulla bicicletta a far volare il suo aquilone, accadde un fatto sconvolgente.  Questo è un libro bellissimo il lessico è semplice il ritmo è a volte lento a volte veloce, ed è ricco di descrizioni dettagliate. Secondo me l’autore attraverso questo romanzo, non vuole permettere che questa storia drammatica, contro lo sfruttamento minorile, venga dimenticata. Il libro mi è piaciuto molto, soprattutto per l’argomento di cui parla, mi ha fatto scoprire una realtà drammatica, che prima non conoscevo; è stato bello, inoltre scoprire con quanta voglia e determinazione Iqbal sia andato avanti e non abbia mai ceduto, lo consiglio vivamente a tutti.

Voto: 5/5

Chiara Gambino

Classe 2 A

Scuola Secondaria di 1° grado “F. Gonzaga

 

Il romanzo racconta la vita di Iqbal Masih, il ragazzo pakistano di dodici anni diventato simbolo della lotta contro lo sfruttamento minorile. La storia è narrata dall’amica Fatima che racconta di quando lui e i suoi coetanei fabbricavano i tappeti lavorando dodici ore al giorno per saldare i debiti delle loro famiglie.

In fabbrica lavoravano: Karim che era il sorvegliante dei bambini, Maria che era così silenziosa da sembrare muta, Fuscello che era chiamato così perché era molto alto e magro.

Iqbal cercò di scappare diverse volte, una volta, arrivato in città vide una manifestazione del “Fronte di liberazione del lavoro minorile” e andò da un poliziotto per raccontare quello che gli stava accadendo, ma i poliziotti dopo averlo riportato dal suo padrone Hussain Khan si lasciarono corrompere e lui venne mandato nel buco un posto piccolissimo dove non gli davano né da mangiare né da bere. Lì l’unica sua compagnia erano i suoi amici che lo andavano a trovare. Dopo essere stato liberato da quella prigione scappò di nuovo e ritornato in città cercò Eshan Khan il capo del Fronte che insieme ai suoi uomini andò nella fabbrica di tappeti e liberò tutti i bambini. Iqbal e Maria furono gli unici che rimasero nella sede del Fronte, lui riuscì a far liberare i bambini che lavoravano in altre 13 fabbriche.

Scionti Andrea

2A

 

AUTORE = Francesco D'Adamo

TITOLO = Storia di Iqbal

CASA EDITRICE = Einaudi Ragazzi

LUOGO & ANNO

DI PUBBLICAZIONE = 2008 Trieste

NUMERO DELLE PAGINE = 142

GENERE DEL LIBRO = è un racconto d' avventura

Questo racconto parla della vita di Iqbal, un ragazzo con tanto coraggio che nella sua vita ebbe paura una sola volta. Il narratore del racconto è Fatima, una giovane ragazza e grande amica di Iqbal che vuole far ricordare a tutti la sua storia, la storia di Iqbal e di molti altri ragazzini, che

anche della nostra età, che ancora oggi nei vari Paesi più poveri sono costretti a lavorare.

Loro ( Fatima, Iqbal) e il loro amici come la piccola Maria , il piccino Ali, il giovane uomo Karim (che però era troppo vecchio per lavorare e perciò sorvegliava i suoi compagni), il buffone Salman e il montanaro Mohammad e molti alti ragazzi dovevano scontare i debiti della loro famiglia lavorando ai telai e tessendo bellissimi tappeti, che venivano venduti poi a prezzi altissimi da Hussain Khan e sua moglie, le uniche persone che ci guadagnavano.

I tuoi debiti venivano trasformati in segni bianchi su una lavagna appesa sopra il tuo telaio e il padrone cancellava questi segni poco alla volta, in base al tuo lavoro. Inoltre, pensate, se non lavoravi come Hussain avrebbe voluto saresti andato nella Tomba, un luogo buio e sotterraneo dove scontavi al tua pena non mangiando, non bevendo, non vedendo la luce del sole e venendo anche punto dagli scorpioni ed altri insetti. Ma la cosa peggiore era che, anche se lavoravi giorno e notte i debiti della tua famiglia non calavano mai... eri destinato a lavorare in eterno, passando da un padrone ali' altro. Solo Iqbal riuscì a scappare: la prima volta andò, in cerca di qualche persona che poteva aiutare lui e i sui amici, al mercato e lì sentì parlare per la prima volta della Fronte per la liberazione del lavoro minorile, ma fu riportato da Hussain con due agenti di polizia che si fecero corrompere dai soldi del padrone. Ma questo non successe la Seconda rivolta da parte di Iqbal, il quale fece arrestare Hussain Khan e sua moglie

Cosa faranno Iqbal, Fatima e tutti i loro amici? I due protagonisti della storia rimarranno insieme o si divideranno? Scopritelo leggendo LA STORIA DI IQBAL

PERSONAGGI = I  due protagonisti principali sono Fatima, il narratore, e Iqbal, ma vengono citati altri ragazzi come Maria, Ali, Karim, Salman, Mohammad, mentre il padrone di questi ragazzi è Hussain Khan.

TEMPI E LUOGHI = II testo è ambientato nei primi anni '90, mentre si parla soprattutto del Pakistan.

"Iqbal, me lo ricordo bene, arrivò un mattino, all'inizio dell'estate. Il sole era alto e caldo e penetrava nel capannone di lamiera, dove noi lavoravamo, con lunghe strisce di luce in cui ballavano mulinelli di polvere. Ce n'erano due che si incrociavano proprio sulla trama del tappeto a cui stavo lavorando, facendone risaltare i colori vivaci, e io mi immaginavo che fossero due lame di spade impegnate in un duello mortale. Avevo deciso che una era la spada dell'eroe buono e l'altra quella del malvagio."

Questo libro è sensazionale, ricco di avventura e di crude verità allo stesso tempo. Mi è piaciuto molto sia come è stato scritto il libro, sia le varie descrizioni, ma quello che mi colpì più dì tutti è stato il coraggio di Iqbal a denunciare il suo padrone di queste ingiustizie, che purtroppo ancora oggi ci sono e che non dovrebbero mai essere state compiute. Devo dire che questo libro è ricco di emozioni e lo devo ammettere che alla fine, nell' ultimo capitolo, qualche lacrimuccia è scesa... ma come si fa a non piangere pensando che un ragazzo è stato ucciso per aver detto la verità, per aver fatto conoscere la sua storia. Lo sfruttamento minorile nonde ve essere combattuto!

VALUTAZIONE = Questo libro è molto bello e visto che il voto deve essere dato da 1 a 5 il mio voto è ...5

Alice

Istituto S'Orsola 

 

AUTORE: Francesco d'Adamo

titolo: storia di Iqbal

CASA EDITRICE: Einaudi Ragazzi

Iqbal è un ragazzino più o meno della nostra età lui non ha paura, è un ribelle: cosi lo definiscono i suoi padroni, Hussain Khan e la moglie, commercianti dì tappeti e accaniti sfruttatori di bambini che comprano per pochi soldi al mercato, provenienti da famiglie povere, per lo

più di contadini che hanno deciso di vendere i propri figli per estinguere il debito col padrone della terra in cui lavorano.

Dopo vari tentativi di fuga Iqbal riesce a scappare e denunciare alle autorità lo stato in cui passava le giornate, che però vengono pagate dal padrone

Hussain e corrotte. Grazie all'aiuto di Fatima, Salman, Ali e Maria, salvano Iqbal che è rinchiuso nella "tomba" una vecchia cisterna interrata e arrugginita dove il padrone del laboratorio rinchiude i propri schiavi in castigo. Iqbal fugge di nuovo e questa volta incontra Eshan Khan e la moglie, i

proprietari della sede del Fronte per la Liberazione allo sfruttamento minorile i quali arrestano Hussain.

Questo libro contiene un lessico semplice, con periodi facili, un ritmo veloce, ma ricco di descrizioni.

GENERE: romanzo d'avventura

citazione: Ci guardò, uno per uno: era triste, certo, come chi da tanto tempo è lontano da casa, dai suoi genitori, come chi è poco più che uno

schiavo, come chi non sa quale sarà il suo futuro e cosa sarà di lui ma non aveva paura, accidenti".

L'autore vuole mostrare le condizioni dei bambini di questi paesi e far capire che c'è sempre il modo di sfuggire alle cattiverie dei più potenti.

È un libro triste e commovente e coinvolgente, perciò ne consiglio la lettura.

VALUTAZIONE: 4/5

Nicolò Gherardi

S.Orsola

 

STORIA DI IQBAL

AUTORE: Francesco D’Adamo

TITOLO: Storia di Iqbal

CASA EDITRICE: Enaudi ragazzi

La storia si svolge in una piccola città del Pakistan dove bambini e ragazzini sono costretti a lavorare per Hussain Khan, ricco signore che produce tappeti, per consumare il debito della loro famiglia. Sono costretti a vivere in una baracca dove in inverno fa freddo e in estate caldo, si alzano presto e lavorano ininterrottamente fino al tramonto. Le loro mani sono coperte di vesciche a causa del duro lavoro. Ogni sera Hussain controlla il telaio dove durante il giorno i piccoli schiavi lavorano il loro tappeto. Se il lavoro è fatto come si deve viene cancellata una lineetta sulla lavagna che equivale ad una rupia, ma quelle lineette non vincono mai anzi, sembrano aumentare.

Tra questi bambini costretti a lavorare c’è anche Fatima, colei che racconta la storia. Nessuno però ha il coraggio di ribellarsi alla mafia dei tappeti a eccezione di Iqbal Masih. Iqbal è un ragazzino molto bravo a fabbricare tappeti ma anche con il coraggio di ribellarsi, scappare e chiamare la polizia nonostante debba superare molti ostacoli.

STILE: Il lessico è semplice, adatto a noi ragazzi. I periodi non sono lunghi e il ritmo è veloce. Le descrizioni sono molte.

GENERE: E’ un romanzo di amicizie e avventura

Credo che l’autore voglia far conoscere e mantenere nei ricordi la storia di questo ragazzino che ha voluto sfidare la sua sorte di vita come schiavo nella costruzione di tappeti e salvare altri bambini come lui. Credo inoltre che abbia voluto far capire che nel mondo ci sono molti bambini costretti a lavorare.

Consiglio questo libro a tutti i ragazzi, senza distinzioni, prima di tutto perché racconta una storia vera di un ragazzino come noi e secondo perché questa è una storia vera e far capire che quindi ciò è successo veramente.

VOTO: Il voto che do è 5, perché questo libro mi è piaciuto molto.

Eleonora Fontanesi

S.Orsola

 

Titolo: Storia di Iqbal

Autore: Francesco D'Adamo

Casa editrice: El libris

Il libro “Storia di Iqbal” parla di un bambino pachistano (Iqbal), dei suoi compagni e del suo padrone (Hussain Khan).

Iqbal è stato venduto dalla sua famiglia,che è poverissima, per ventisei miseri dollari, ma Iqbal non si arrende e non smette mai di sperare di tornare libero e alla fine la sua speranza diventa realtà. Iqbal riceverà il premio “gioventù in azione” e riuscirà a liberare dalla schiavitù altri 200 bambini.

La storia è ambientata nel 1988 in Pakistan, nella città  di Lahore. Il lessico è semplice, adatto sia ai bambini che agli adulti, il ritmo è abbastanza lento e ricco di descrizioni, il genere è drammatico. Una frase molto significativa del libro è quando Iqbal dice: “La prossima primavera faremo volare l'aquilone insieme”, per Iqbal e Fatima l'aquilone era un simbolo di libertà.

L'autore scrive questa storia per far conoscere la realtà drammatica del lavoro minorile. Ne consiglio la lettura, perchè quanto raccontato e descritto nel libro, fa riflettere sulle  difficoltà della vita di molte persone che vivono in miseria e per questo costrette a vendere i propri figli e anche sul fatto che ancora oggi esiste nel mondo lo sfruttamento minorile.

Questa storia mi è piaciuta perché il personaggio principale ha dimostrato un grande coraggio e, se anche era un bambino, sapeva agire e parlare come un adulto.

Mattia Bianchi

Classe 2^A

Scuola Secondaria di 1° grado “F. Gonzaga”

 

 

“Storia di Iqbal”

Il romanzo “Storia di Iqbal” è stato scritto da Francesco d'Adamo, uno scrittore che attualmente vive a Milano. La casa produttrice di questo libro è la “Ex Libris”. Con questo libro l'autore vinse molti premi e ne è stato tratto un film.

Il racconto, narrato da un personaggio immginario di nome Fatima, parla di un grupo di ragazzi pakistani, tenuti prigionieri in una fabbrica di tappeti abusiva. Successivamente arriva un nuovo compagno, Iqbal, molto bravo nel tessere, ma anche molto ribelle: infatti cercherà più volte di scappare. Venuto a conoscenza del “Fronte contro il lavoro minorile”, Iqbal salva se stesso e i suoi amici, denunciando e facendo arrestare il proprio padrone. Iqbal continuerà ad aiutare altri bambini schiavi e a far imprigionare i padroni, fino a che... il resto toccherà a voi scoprirlo!

Il romanzo ha un lessico semplice, con periodi brevi. Il ritmo narrativo è variabile: a volte lento, a volte veloce. Sono presenti anche descrizioni, soprattutto dei personaggi e degli ambienti.

Una delle più importanti citazioni di questi libro è pronunciata da Iqbal: “ Io non ho paura, non ho paura di niente e di nessuno”. Per me è significativa perchè sottolinea la determinazione di questo bambino a combattere contro un intero sistema, anche se aveva la consapevolezza di rischiare la vita.

L'autore si prefigge lo scopo di far conoscere una storia vera e le condizioni dei paesi più poveri, ma soprattutto il fenomeno del lavoro minorile.

Personalmente ne consiglio la lettura, perchè pone il lettore davanti ad una realtà quasi sconosciuta in Italia: quella del lavoro minorile. Infatti immaginare un ragazzino ridotto i schiavitù per noi è molto difficile. Io, personalmente, penso che Iqbal fosse un ragazzino desideroso di giustizia, e non penso che molti avrebbero avuto il suo stesso coraggio, a maggior ragione nelle sue condizioni. Inoltre questo libro è molto bello e toccante.

VOTO: 4 su 5

Tommaso Mortara

Scuola Secondaria di 1° grado “Ferrante Gonzaga”

Classe 2°A

 

Titolo:  Storia di Iqbal

Autore:  Francesco d’Adamo

Casa editrice: Edizioni El

In questo libro si parla di bambini costretti a lavorare dall’alba al tramonto per pagare il debito dei genitori nei confronti di persone cattive e senza scrupoli. Il protagonista è Iqbal, un ragazzino pachistano di dodici anni venduto dalla sua famiglia (che è estremamente povera) in cambio di pochi dollari, a dei fabbricanti di tappeti. Iqbal deve lavorare incatenato al telaio e fabbricare tappeti dalla mattina alla sera con una sola ora di riposo e poche briciole di pane da mettere sotto i denti. In queste situazioni ci sono altri bambini che nel racconto diventano amici di Iqbal e condividono le stesse esperienze e gli stessi stati d’animo: c’è Fatima, Karim, la piccola Maria, Ali e Salman sotto gli ordini del terribile e senza cuore Hussain Khan “il padrone”;  i bambini vivono in condizioni pessime e spesso vengono puniti per non aver svolto abbastanza lavoro, messi in una prigione  “la tomba” per giorni, senza acqua e cibo. Il loro sogno è tornare a casa dai genitori. Solo Iqbal ha la forza di ribellarsi a questa situazione, scappa e trova il coraggio di denunciare il suo padrone, ma non va come lui spera perciò, i poliziotti a cui si era rivolto erano corrotti e, dopo aver accettato del denaro, riportano il ragazzo al padrone. Ma Iqbal non si perde d’animo, vuole essere libero e liberare i suoi amici così si appoggia ad un comitato per la liberazione dei bambini sfruttati e questa volta riesce ad ottenere l’aiuto che chiede. I bambini vengono liberati e Iqbal promette di aiutare altri nella loro stessa situazione. Per un po’ le cose vanno bene, molti padroni vengono denunciati e molti bambini liberati dalla schiavitù, ma un giorno la mafia dei tappeti trova Iqbal e purtroppo la storia non ha un lieto fine.

L’autore sa descrivere in modo efficace luoghi, situazioni e soprattutto gli stati d’animo dei bambini. Scrivendo questo romanzo vuole denunciare la situazione drammatica che vivono i bambini in Pakistan e sottolineare il loro diritto alla libertà.

Leggendo questo libro mi sono commosso perché ho capito che ci sono bambini al mondo che non sono fortunati come me e che vivono male la loro infanzia. Lo consiglio a tutti coloro che non si accontentano mai di quello che la vita gli ha offerto, forse potranno apprezzare di più ciò che hanno.

Mirco Montanari

Scuola secondaria di 1° grado “F. Gonzaga

Classe 2^A

 

AUTORE:Francesco D'Adamo

TITOLO:Storia di Iqbal

CASA EDITRICE:Edizione EL

Iqbal, schiavo in una fabbrica di tappeti, è costretto ogni giorno a produrre tappeti per Hussain Khan, il suo padrone. Però Iqbal riuscirà a ribellarsi allo sfruttamento del lavoro minorile, aiutato anche dal Fronte per la Liberazione del Lavoro Minorile. Questa associazione vuole fermare il lavoro minorile e Iqbal, venuto a conoscenza delle attività dei membri dell'associazione ,si offre per cercare di incastrare i padroni delle fabbriche. Ma per questo, la vita di lqbal sarà in pericolo.

CITAZIONE:"Raccontala a tutti la nostra storia,che non se ne perda il ricordo.Solo così Iqbal sarà sempre accanto a noi".

Questa frase mi ha colpito perchè è importante ricordare eventi o personaggi particolarmente significativi, come Iqbal.

L'autore vuole raccontare una storia vera che è successa e che continua a succedere a tanti bambini nel mondo.

ll libro mi è piaciuto perchè parla di un bambino reso schiavo che riesce, con tanto coraggio, a vivere una vita migliore.

VOTO:4

Cani Andrea

Classe 2^A

Scuola Secondaria di 1° grado "F.Gonzaga"

 

Autore: Francesco D’Adamo

Titolo: STORIA DI IQBAL

Casa Editrice: Edizioni EL

Iqbal Masih era un ragazzino che, sfortunatamente, è stato venduto dai genitori all’età di cinque anni per sedici dollari perché la famiglia doveva pagare un debito. Iqbal fu così costretto a lavorare; aveva già lavorato in diverse fabbriche prima di arrivare in quella di Hussain Khan dove veniva pagato una rupia al giorno se il lavoro svolto era stato fatto bene. Si trattava di una fabbrica di tappeti dove veniva sfruttato e maltrattato, costretto a lavorare incatenato ad un telaio per circa dodici ore al giorno. Qui incontrò Fatima: una ragazzina anch’essa venduta dai genitori per il debito verso il padrone. Iqbal, con l’aiuto dei ragazzi della fabbrica, in particolare Fatima, scappa per molte volte finché non trova un gruppo di persone contrarie al lavoro minorile che fecero fallire la fabbrica di Hussain Khan insieme ad altre con l’aiuto di Iqbal; in questo modo riuscì a liberare anche molti suoi amici. Quest’ultimo vinse un premio che viene generalmente dato ad un bambino che si è distinto particolarmente nel corso dell’anno. Il libro ha frasi semplici, è scritto bene ed è scorrevole e coinvolgente.

Mi sono piaciute le seguenti frasi:

"Non ho paura del mio padrone. Ora è lui ad aver paura di me"

"Chi uccide un bambino spegne il sorriso di una fata"

Il libro mi è piaciuto moltissimo. Ho capito che Iqbal fu testardo e speranzoso nel compimento della sua missione tanto che sono sicuro che un giorno il lavoro minorile sparirà dalla faccia della Terra.

Mi ha fatto pensare che noi andiamo a scuola, giochiamo a pallone, ci troviamo all’oratorio a giocare ed a parlare, ci lamentiamo dello studio, ma abbiamo vicino i nostri genitori; mentre in Pakistan, come in molti altri paesi, i ragazzini sono costretti a lavorare a forza e con le minacce, non possono frequentare la scuola e spesso sono senza i genitori. Noi qui pensiamo al nostro futuro, mentre là la vita finisce a dieci anni.

Volere è potere: Iqbal riesce a ribellarsi ai suoi padroni, a trovare la libertà. Lo voleva fare e l’ha fatto a costo della sua stessa vita.

Il libro ha frasi semplici, è scritto bene ed è coinvolgente è per questo che su cinque voti ha meritato il pieno giudizio: 5

Andrea Menozzi

2^A

 

TITOLO : LA STORIA DI IQBAL 

AUTORE: FRANCESCO D’ADAMO 

C.E.:  EX LIBRIS  

Questo libro parla di un ragazzino di nome Iqbal Masih. Questo ragazzino, dopo aver lavorato per diversi padroni, viene venduto a Hussain Khan, un ricco mercante di tappeti. Hussain obbliga Iqbal e altri ragazzi a tessere i tappeti; alcuni ragazzi vengono incatenati ai telai. Col passar del tempo Iqbal e gli altri ragazzi diventarono amici. Iqbal si ribella più volte al padrone, tentando di contattare la polizia; la prima volta i poliziotti, che

sono corrotti, prendono i soldi da Hussain e gli ridanno Iqbal che viene rinchiuso nella Tomba per la seconda volta. La Tomba è una cisterna sotterranea dove Hussain rinchiude i ragazzi che si ribellano per alcuni giorni senza cibo e acqua. Successivamente grazie all’aiuto di Eshan Khan,

che gestisce un’associazione chiamata “Fronte per la Liberazione dal Lavoro Minorile” riesce a liberare tutti i suoi amici e a far arrestare Hussain.

Passano i primi giorni presso la sede dell’associazione, poi alcuni tornano dai genitori, mentre Iqbal, Fatima e Maria rimangono con Eshan Khan perché vogliono aiutare altri ragazzi a tornare liberi. Tutta la storia è raccontata da Fatima, una ragazza che ora vive e lavora in Italia con i fratelli.

Questo libro mi è piaciuto; mi ha sorpreso scoprire che ci sono bambini, ragazzi che vengono venduti a persone che li rendono schiavi e li obbligano a lavorare in condizioni disumane per pochi soldi al giorno e pasti miseri. 

Voto: 5/5

Nicola Marasi

classe 2°C

 

 

Il libro “Storia di Iqbal”, dell’autore Francesco D’Adamo, è edito dalla casa editrice Ex Libris.

Il romanzo, che affronta temi di attualità, parla di Iqbal, un ragazzino pakistano che fu prelevato dalla sua famiglia da un venditore di tappeti insieme a tanti altri bambini della sua età che erano costretti ad intrecciare fili dall’alba al tramonto incatenati al telaio a cui lavoravano.

Un giorno, Iqbal fuggì, si rifugiò in un mercato dove ebbe la possibilità di assistere ad una manifestazione dell’associazione del “Fronte per la liberazione dal lavoro minorile” e quindi spiegò ad un poliziotto la sua situazione e quella dei suoi amici.

Quest’ultimo, il giorno seguente si recò a casa di Hussain, il padrone del protagonista e, dopo qualche domanda, si fece corrompere.

Iqbal, per punizione, finì nella “Tomba”, uno scantinato buio e piccolo, in cui era vietato mangiare e bere. Quando uscì, si ricordò di un biglietto da visita dell’associazione che aveva preso alla manifestazione e, grazie all’aiuto di Maria, una bambina che non aveva mai parlato prima di quel giorno, i ragazzi riuscirono a leggere l’indirizzo della sede del “Fronte per la liberazione dal lavoro minorile” e si rivolsero al suo direttore. Quest’ultimo si recò a casa di Hussain che stavolta fu scoperto, allora, i bambini furono portati nei locali dell’associazione in attesa di trovare le loro famiglie.

Intanto, Iqbal decise di lavorare per la liberazione degli altri bambini sfruttati, scoprendo altri laboratori e denunciandone i proprietari.

Dopo un po’ di tempo il protagonista divenne famoso e gli vennero assegnati un premio di 15.000 dollari e una borsa di studio nella città di Boston.

Dopo una conferenza in Svezia, Iqbal decise di passare le vacanze di Pasqua con la sua famiglia.

La narratrice di questa storia è Fatima, un’ amica di Iqbal che, come lui, lavora al laboratorio di Hussain.

Il libro presenta un lessico semplice e ha molte descrizioni; nonostante queste ultime, ha un ritmo veloce.

L’obiettivo che l’autore si prefigge è quello di far capire al lettore la situazione dei bambini che vengono sfruttati per fare i lavori impegnativi, adatti alle persone adulte.

Consiglio la lettura del libro poiché, come quasi tutti i libri di questo autore, fa riflettere e perché mi è molto piaciuto, anche se il suo genere non è il mio preferito.

Davide Branchini

2^C

Voto:4/5

 

“STORIA DI IQBAL”, scritto da Francesco D’Adamo, è della casa editrice Ex Libris.

IL protagonista del libro è Iqbal , un bambino di dodici anni che vive in un villaggio del Pakistan. Un giorno a causa dei troppi debiti la famiglia lo vende in cambio di un prestito ad un commerciante illegale di tappeti chiamato Hussain Khan. Prova subito a scappare, ma la prima fuga non gli riesce, invece nel secondo tentativo riesce a fuggire, raggiunge Eshan Khan e, col suo aiuto e quello della polizia, libera anche tutti gli altri. Con Iqbal  rimangono, nell’associazione di Eshan Khan, anche Fatima e Maria, che si occupano dei lavori domestici. Invece Iqbal collabora con Eshan Khan e  insieme riescono a liberare altri ragazzi tenuti in schiavitù. Per il suo coraggio ed il suo grande impegno verso i più deboli viene premiato. Intanto al suo paese d’origine, cominciano i preparativi per la Sacra Pasqua e anche per una festa in suo onore. Purtroppo Iqbal non riuscirà mai a festeggiare.

Il lessico è semplice, il ritmo veloce e le descrizioni non molto approfondite. Il genere del libro è realistico.

Per me l’autore, raccontando la storia di Iqbal, vuole mostrare ai lettori come grazie al coraggio di un singolo individuo, possano cambiare molte cose. Gli darei 5/5.

Allegretti Damiano

cl.2°