Johnny il seminatore - ::: Rete Civica del Comune di Guastalla :::

Biblioteca Comunale | LASCIAMO IL SEGNO 2012/2013 CLASSI SECONDE | Johnny il seminatore - ::: Rete Civica del Comune di Guastalla :::

Francesco D'Adamo

JOHNNY IL SEMINATORE

 

RECENSIONE DEI RAGAZZI

 

Johnny, è un bravo ragazzo italiano, il bello, il più bravo a scuola e nello sport, il figlio che tutti vorrebbero avere, uno di quelli che sanno sempre cosa fare, l’orgoglio dei suoi genitori. Quando parte per la guerra è un giovane soldato convinto che fosse la cosa giusta da fare e che fosse un suo dovere. Quando torna da Laggiù, dove ha fatto il pilota di guerra, il paese lo accoglie come un eroe. Ma lui non si sente un eroe. Lui è tornato perché non vuole più fare la guerra. Quando torna è un altro e decide di tornare da dove è partito, al suo paese, affrontando i suoi compaesani.

Laggiù non ha portato Pace, Libertà, ma ha bombardato nemici con la barba lunga e le ciabatte, ha "seminato" due milioni di mine destinate a donne, vecchi, bambini, pecore. Nel giovane aviatore nasce presto un sentimento di ribellione, che diventa insopportabile quando viene incaricato di seminare le mine: prima ha bombardato dall’alto, senza vedere poi, quando con i bombardamenti si è passati alla fase due della guerra, gli è stato dato un’altro aereo e altre istruzioni: Johnny questa volta volava basso e doveva vedere. Quando ha capito se ne è andato, ha deciso di tornare al suo piccolo paese. E questo non è piaciuto a tante persone, a tutti quelli che erano convinti che invece la guerra è giusta. Ma non c'è guerra che sia giusta. È il pensiero di Johnny e dei pochi che sono disposti a schierarsi dalla sua parte. Ora il paese gli si rivolta contro, gli dà del vigliacco, del traditore, è costretto a (o decide di) andare via. La voce narrante del romanzo è quella di Belinda, adolescente insoddisfatta del suo corpo, che si sente diversa da tutti e da tutto, la quattordicenne sorella di Johnny che, con molta ironia e continue battute a volte esilaranti, fa entrare il lettore nel mondo degli adolescenti, dimostrando, come essi abbiano il desiderio di costruire un mondo migliore.

Infine nell’appendice al romanzo D’Adamo invita il lettore a non chiedersi dove si trova Laggiù, a che paese corrisponde. E spiega come tutti i diversi Laggiù che possiamo immaginare abbiano una caratteristica in comune: sono paesi poveri, abitati da gente povera, dove c’è una guerra e pone una domanda: ci sono guerre giuste e necessarie? E invita i giovani lettori a cercare le risposte, ma non a evitare le domande. Colpisce che il luogo in cui Johnny è chiamato a combattere, il luogo in cui è in corso la guerra, sia identificato semplicemente con la parola "Laggiù". Di che luogo si tratta? Di quale delle numerose guerre in atto oggi sulla terra si sta parlando? Di quella in Eritrea o Etiopia? In Afghanistan o in Iraq? In Sierra Leone, Angola, Namibia, Zimbabwe? In Uganda o in Ruanda? Nel Congo Brazzaville o in Liberia? In Costa d’Avorio o nella Repubblica Centrafricana? In Colombia, Algeria, Nepal, Birmania? In Cecenia? In Somalia? In Sudan? in realtà è un Paese qualunque, uno dei tanti martoriati dalla guerra.

Scionti Andrea

2A

 

 

 

Autore: Francesco D'Adamo Tìtolo: Johnny il Seminatore Casa Editrice:Fabbri editorì Genere- Avventura

Pagine: 145 pp.

II protagonista si chiama Johnny ed è un ragazzo partito per la guerra. Egli nasce come aviatore ma successivamente diventerà un seminatore di mine. Quando divenne seminatore la guerra sembrava sempre più triste, ed infatti lui seminava quasi 10000 mine al giorno e quindi almeno 10000 morti al giorno!!!Inoltre lui non capiva, dato che la nazione opposta non opponeva resistenza, ma la sua nazione continua ad uccidere soldati. Johnny torna a casa fra le preoccupazioni dei suoi cari ( che avevano paura di non rivederlo mai più) in particolare una sua amica e sua sorella. Prima di partire Johnny era un eroe, ma adesso no, dato che la guerra non l'aveva finita e dunque non vinta e per questo tutti lo presero in giro. Egli aveva un nemico di nome Max che approfittò della depressione.

" Fatti i cavoli tuoi" una frase in cui Johnny esprime il proprio disapprovo durante la guerra.

Per me l'autore cerca di far capire che le guerre non hanno senso nonostante all'interno del libro ci fossero anche dei personaggi a favore.

Lo consiglio agli amanti dell’ avventura e anche se è brutto dirlo a chi piace la guerra (ovviamente in fatto di storie)e comunque è un libro molto educativo

Voto- 4/5 molto bello ed educativo: l'unica pecca è la piccola confusione che si fa all'inizio del libro

Francesco Baccarani

S.Orsola

 

 

TITOLO: Johnny Il Seminatore

AUTORE: Francesco D’Adamo

CASA EDITRICE: Fabbri

Questo libro parla di Johnny un giovane soldato. Quando torna da Laggiù  dove ha fatto il pilota di guerra, il paese lo accoglie come un eroe, ma lui non si sente affatto un eroe. E’ tornato perché era stanco della guerra ma molte persone però pensano il contrario: che la guerra sia giusta e legittima. Il pensiero di Johnny è che le guerre non sono giuste, a Laggiù non ha portato pace, libertà e democrazia ma ha “ seminato “ milioni di mine destinate a bambini, donne e vecchi.

Allora gli abitanti del paese lo considerano un vigliacco traditore...

Commento personale: Il libro è bello, interessante ed educativo. Il lessico è semplice.

Per questi motivi ne consiglio la lettura.

VOTO: 4 su 5

Leonardo Veronesi

2^ B scuola media “F. Gonzaga”

 

 

“Jonny il seminatore”, scritto da Francesco D’Adamo, è della casa editrice Fabbri.   

Il libro parla di Jonny e la sua storia viene raccontata dalla sorella Belinda. Jonny è un bel ragazzo, da sempre il migliore nello sport, a scuola e desiderato da tutte le ragazze. Voleva fare l’aviatore e, quando parte per la sua prima missione, viene salutato da tutto il paese come se fosse già un eroe. Una volta arrivato “Laggiù“, si rende conto un po’ alla volta, che le cose non sono come si era immaginato. Non ci sono combattimenti, il suo compito è quello di seminare mine sul territorio. Non riesce più a sopportare quella difficile situazione e decide di ritornare a casa. Arriva alla stazione del suo paese in piena notte e, per fortuna, questo gli consente di raggiungere la sua abitazione, scivolando tra le vie come un fantasma. Nessuno sa il motivo del suo rientro; solo quando viene organizzata una festa al “Bar Grande” in suo onore, Jonny confessa di essersi congedato perché niente “Laggiù” è come fanno credere.

Il ritmo è lento; i periodi brevi e il lessico molto semplice agevolano la lettura. La descrizione dei personaggi risulta abbastanza approfondita. 

La lettura di questo romanzo mi ha coinvolto molto, perché mi ha fatto riflettere su come le persone, alle volte perdano il senso dei valori facendo cose orribili senza neanche saperne il motivo.

Gli darei 3/5. 

Damiano Allegretti

2^C  

 

 

Titolo: Johnny il seminatore

Autore: Francesco D’ Adamo

Casa editrice: i delfini fabbro editore

In questo libro Belinda, sorella di Johnny, racconta il ritorno del fratello dalla guerra. Johnny è un ventenne che decide un giorno di andare a combattere in un luogo non ben definito ma chiamato “Laggiù”; lui è pilota d’aerei e una notte torna a casa nel suo paese senza farsi vedere da nessuno, è una notte nebbiosa e Johnny si rinchiude nella sua camera senza rispondere e senza farsi vedere. Pian piano la gente del paese scopre il suo ritorno e tutti all’inizio lo vedono come un eroe, ma lui non si sente tale. Belinda è una ragazzina di tredici anni che adora il fratello, ma insieme alla sua amica Magda capiscono che Johnny nasconde qualcosa. Il ragazzo racconta che la guerra è brutta, lui aveva la missione di lanciare mine da un aereo che avrebbero ferito uomini, donne ma soprattutto bambini innocenti. Lui non voleva più tornare in guerra ma ciò che lo aspetta al paese era tutt’altro che facile, le persone non accettano la sua decisione e lo considerano un traditore. Quale sarà la sua reazione e la sua decisione finale? Il lessico usato in questo libro è molto semplice con descrizioni molto approfondite dei personaggi e del loro carattere e modo di comportarsi. A volte viene anche usato un gergo spontaneo e poco formale. Questo libro è un racconto che ci fa pensare alle atrocità della guerra e dà la possibilità a chi lo legge di riflettere sul bene e il male, sui buoni e sui cattivi, gli adulti e i bambini. Lo consiglio a chiunque ama le storie che raccontano di fatti veri, vissuti ai giorni nostri perché purtroppo nel mondo non c’è solo la pace, il benessere e la libertà ma esistono anche situazioni come quella dei bambini rimaste vittime di guerre assurde.

Mirco Montanari

Scuola secondaria di 1° grado “Ferrante Gonzaga”

Classe 2°A

 

 

Autore: FRANCESCO D'ADAMO

Titolo: Jhonny il seminatore

Casa editrice: FABBRI EDITORI

Numero di pagine: 145 PP

Genere: AVVENTURA

Questo libro parla di un ragazzo che è partito per una guerra. Il protagonista si chiama Johnny. È un aviatore ma poi diventerà un seminatore di mine. Quando racconta questa guerra dice che il popolo avversario non opponeva resistenza e, quindi, non gli sembrava giusto continuare ad uccidere persone innocenti. Quando passò da aviatore a seminatore la cosa diventò ancora più tragica per lui. Ogni giorno seminava oltre diecimila mine e praticamente altrettante vittime. Sua sorella e un'amica lo pensano sempre e finalmente Johnny torna a casa. Prima che partisse era considerato da tutti un eroe ed era sempre vivace. Adesso non vuole parlare con nessuno e sembra depresso. Infatti lui non aveva vinto la guerra, perché non l'aveva finita. Iniziarono, quindi, tutti a prenderlo in giro e lui aggravò le cose accampandosi in piazza sotto gli occhi di tutti. Inoltre aveva anche un rivale di nome Max che, logicamente, approfittò della cosa e...

STILE: lessico semplice; periodi abbastanza semplici; ritmo veloce; molte descrizioni.

CITAZIONE: questa è una frase del capitolo sette che fa parte di un dialogo tra Max e Johnny (in realtà questa cosa Max non l'avrebbe mai detta se Johnny non fosse stato cosi tanto depresso da non trovare risposta): "Vigliacco!!! Grand'uomo sei un VIGLIACCO!!!". In realtà il vigliacco era Max e lo sapevano tutti ma, in quel momento, tutti gli diedero ragione."

Secondo me l'autore cerca di far capire che le guerre non sono belle e non andrebbero mai fatte. In questo libro ci sono persone che sono a favore della guerra, ma si capisce lo stesso che l'autore fa di tutto per cercar di far comprendere che non andrebbero fatte.

Consiglio la lettura alle persone che comunque non scherzano sugli argomenti importanti, in questo caso la guerra, e anche a chi piace l'avventura, perché comunque, quella di Johnny e i suoi famigliari è una "guerra" contro tutto e tutti.

Riuscendo a capire il vero senso del libro, questo diventa anche interessante ed educativo.

Il mio voto è:  5 

Molto bello davvero!!!

Marco Martignoni

2^ S'Orsola

 

Titolo: Johnny il seminatore

Autore: Francesco D’Adamo

Casa Editrice: Fabbri

Il libro parla di un ragazzo che decide di arruolarsi nell’esercito, convinto di servire in questo modo il suo paese e di fare la cosa giusta. Scoprirà presto che nella guerra di giusto non c’è nulla e deciderà di abbandonare la divisa per tornare a casa. Il paese lo accoglie come un eroe, ma quando lui racconta di essersi congedato, verrà accusato di tradimento e codardia. Anche i suoi familiari non appoggeranno subito la sua decisione, solo la sorella minore capirà i suoi stati d’animo e lo aiuterà molto.

Il lessico è semplice, i periodi a volte articolati e ci sono diverse descrizioni

Citazione: la frase che più mi ha colpito è la seguente:”...poi li ho visti meglio, erano quasi tutti ragazzi e bambini. Percorrevano quella strada fangosa con le loro stampelle, appoggiandosi a bastoni e a legni, sorreggendosi a vicenda. Ma quella notte, in quel paese sconosciuto, laggiù, mentre mi sfilava quella processione di spettri, capii che quello era il raccolto delle mie semine, le vittime delle mie mine che distribuivo ogni giorno

L’autore cerca di farci capire quanto sia sbagliata la guerra. I soldati si arruolano convinti di difendere il loro paese, ma sono costretti a compiere azioni terribili.

Ne consiglio la lettura perché è un libro che fa riflettere sull’assurdità della guerra.

Voto 4/5

Manuela Mingrone

2^B scuola media "F.Gonzaga"

 

 

Libro : Johnny il seminatore

Autore : Francesco d’Adamo

Casa editrice : Fabbri Editori

La narrante è una ragazzina di quasi quattordici anni di nome Belinda, che è la sorella di Johnny, l’eroe del paese. Johnny è un aviatore ed è andato a seminare mine nella guerra di Laggiù. Però, finita la guerra, Johnny torna a casa molto triste. Toccherà a Belinda e alla sua amica Magda scoprire il perché.

Per me, i romanzi di d’Adamo sono molto commoventi e insegnano molto i valori della vita, quindi anche”Johnny il seminatore” ha lasciato un segno profondo. A me questo libro è piaciuto tantissimo e lo consiglierei a tutti, ai ragazzi ed anche agli adulti, perché non si finisce mai di imparare,

specialmente quando si parla dei valori della vita. 

Martin Sateriale 2^E 

 

TITOLO: JOHNNY IL SEMINATORE

CASA EDITRICE: Fabbri Editori

AUTORE: Francesco D'Adamo

Il libro parla di un ragazzo di nome Johnny che va a fare la guerra e prima di partire viene acclamato da tutti i suoi compaesani perché pensavano

che la guerra fosse bella. Allora Johnny parte con il treno e va a fare la guerra. Torna dopo tre mesi. Torna di notte e non c'era nessuno ad aspettarlo alla stazione. Johnny torna a casa e trova subito la mamma mezza addormentata che fa le pulizie, il papà che guarda un film e sua sorella che è già a letto. Lui si chiude in camera per tre giorni. Quando esce racconta la sua vita in guerra.

STILE: il lessico non è tanto difficile ma neanche molto semplice. I periodi sono complessi, il ritmo è molto veloce, le descrizioni sono numerose.

GENERE: romanzo

Il libro mi è piaciuto molto perché ho capito cosa succede quando è finita la guerra e quindi ho scoperto che è crudele anche quando è finita. Ne consiglio la lettura a quelli che non sanno cosa succede dopo la guerra.

VOTO: il voto che do a questo libro è 4, perché in genere non mi piacciono i romanzi ma questo mi ha insegnato qualcosa di nuovo.

Luca Ostendi 

Istituto S.Orsola