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UN CATALOGO PER LA QUADRERIA

 

IL CATALOGO DELLA QUADRERIA MALDOTTI

L’allestimento della Quadreria in Palazzo Ducale, seguito dalla predisposizione di questo catalogo, inaugura una nuova fase di apertura verso la comunità di una raccolta d’arte che ha vissuto a lungo nell’ombra, inevitabilmente svantaggiata dalla convivenza con l’enorme e prestigioso patrimonio librario e archivistico della biblioteca Maldotti.

Una collezione strettamente legata al territorio e alle persone che hanno raccolto i quadri, li hanno tenuti nelle loro case come compagni silenziosi della vita di ogni giorno e poi hanno deciso di trasformarli in un patrimonio pubblico, a disposizione dei concittadini e, potenzialmente, del mondo intero. Di qui la scelta di strutturare il percorso espositivo illustrato nel catalogo sul formarsi della quadreria nel tempo attraverso lasciti testamentari e donazioni. I dipinti e gli oggetti d’arte vengono ideati e prodotti in contesti intimamente legati alla “vita” di persone e istituzioni, non per entrare nei musei. Essi servono alla devozione o alla liturgia, quando appartengono a contesti religiosi; mentre negli ambienti laici tramandano e mantengono vivo il ricordo di persone, raccontano storie, decorano interni, testimoniano le passioni e, non di rado, le ossessioni dei loro committenti, suscitano stupore o ammirazione.

Inserire un’opera in un contesto museale secondo criteri di correttezza filologica e di rigore storico-scientifico non significa allontanarla dalle persone e dalla vita, ma ridarle voce e conferirle una “godibilità” piena da parte di chiunque desideri incontrarla.

La realizzazione del catalogo documenta le opere scelte per l’esposizione nella quadreria diventando una vera e propria guida al percorso; inoltre contestualizzandole all’interno delle donazioni di cui fanno parte, approfondisce un quadro di insieme che include anche tutti quei lavori che sono rimasti all’interno della Biblioteca e che potranno essere oggetto di future rotazioni espositive.

Il testo di commento del curatore Ivan Cantoni è completato da un approfondimento cronologico sulla storia dell’abbigliamento a cura di Doretta Davanzo Poli. La descrizione dei criteri espositivi seguiti nell’allestimento è affidata ad alcune note di Gloria Negri.

Il patrimonio illustrato include importanti donazioni come il lascito dell’Abate Antonelli del 1889 che presenta una scelta eseguita dal pittore Guastallese Pietro Rossi di 18 importanti opere , fra le quali alcuni capolavori: Arria pronuncia le parole “Paete, non dolet!” di Luca Ferrari ; Lot invita gli angeli ad entrare in casa, di Marcantonio Franceschini ; San Luca dipinge la Madonna col Bambino, attribuito a Francesco Stringa Madonna col Bambino, pastello di Angelo Crescimbeni ; Santa Caterina d’Alessandria di Giuseppe Bazzani.

Altre donazioni sporadiche che includono un acquerello di Francesco Hayez raffigurante Ivanhoe (, studio per la prima litografia di una serie edita fra il 1828 e il 1831); un piccolo olio su cartoncino di Giuseppe di Nittis e una ricca collezione di opere di Antonio Gualdi. Altre importanti raccolte sono quelle che provengono da Rufo Paralupi e dai fratelli Bisini.

Il catalogo è magnificamente documentato dalle splendide riproduzioni fotografiche ad opera di Fausto Franzosi ed è edito da Corsiero Editore.