Dentro il Nero

Mostra di Vasco Ascolini presso Palazzo Ducale. PROROGATA FINO AL 12 APRILE 2026

Dentro il Nero
Dentro il Nero

Descrizione

La mostra "Dentro il Nero" è stata prorogata fino al 12 aprile 2026.
 
Il buio e la luce sono i segni distintivi che caratterizzano la ricerca artistica di Vasco Ascolini, il bianco e il nero delle immagini pongono in risalto aspetti visivi che in altro modo non esisterebbero. Il fascino delle immagini e dei particolari catturano l’attenzione di chi guarda: aspetti insoliti, trascendenti che originano emozioni. Questa mostra “dentro il nero” curata con particolare attenzione da Gloria Negri, intende avvicinarci a tale ricerca toccando temi che ripercorrono parte della biografia artistica di Ascolini. Rilevante, per noi, è la rappresentazione che è anche documentazione storica, di una serie di scatti dell’interno del Palazzo Ducale non ancora restaurato. Un percorso visionario, che, come riporta la Negri nella presentazione di questo catalogo, lascia dei sospesi che pare evochino le presenze di luoghi frequentati dagli antichi signori. Erano le fotografie di Vasco Ascolini e Bruno Cattani che nel 1999 con i loro occhi attenti documentarono in modo artistico spazi e luoghi ora restaurati, donandoci un prima con tutto il suo fascino inquieto. Particolari che hanno dato il senso di un abbandono e di un vissuto di gente che ha lasciato piccoli o grandi segni della loro presenza: l’oggetto abbandonato; il foglio strappato o l’affresco di una stanza. 
Questo è il primo tema della mostra, 18 fotografie che fermano il tempo di uno spazio che, una volta restaurato, verrà donato alla città, diventando luogo pubblico prestigioso.
In questa mostra vi sono poi aspetti unici che appartengono alla sensibilità del fotografo al suo desiderio di ricerca; unico è l’approccio con il teatro, un teatro non consueto in anni, gli anni ottanta,  in cui era quasi un azzardo ospitare opere che uscissero dalle linee canoniche del teatro di tradizione. Reggio Emilia affrontò questo azzardo ed Ascolini colse, alla sua maniera, quelle rappresentazioni. Particolari che generalmente non vengono colti: Marcel Marceau, Lindsey Kamp, il teatro Kabuki sono visti non come documento di una rappresentazione, ma come rappresentazione stessa. Visi, dettagli, azioni sono essi stessi spettacolo.
In ultimo non possiamo non essere stupiti da come Ascolini nei propri viaggi professionali, alla ricerca del bello e dell’arte, abbia fotografato, con quei tagli di luce che penetrano il buio: l’oggetto, l’opera, la statua, l’insieme di architetture di palazzi, di giardini e di altri spazi dedicati alla cultura, con quella    tecnica e   sensibilità che gli appartengono.
Questa mostra è la narrazione tangibile di una ricerca personale che ci consente di apprezzare, coinvolgendoci emotivamente, luoghi, eventi, personaggi creati dall’arte che Vasco Ascolini con la sua innata creatività ci ha donato.
 

A partire da sabato 31 gennaio 2026, negli spazi della "Torre Libraria" di Palazzo Ducale, è stata aperta la sezione "Occhi di vetrodi legno. I burattini di Dimmo Menozzi nelle foto di Vasco Ascolini", un’importante integrazione espositiva della mostra "Dentro il Nero”. L’evento segna l'incontro tra due linguaggi d’eccellenza: la fotografia internazionale di Vasco Ascolini e l’arte secolare dei burattini della famiglia Menozzi.

Il progetto vede l'inserimento di una decina di fotografie inedite di Ascolini, dedicate proprio alle creature lignee di Dimmo Menozzi. Le immagini dialogheranno con un allestimento speciale all'interno della Torre Libraria, dove saranno esposti circa cinquanta burattini storici. Tra i pezzi di maggior pregio spiccano i burattini dell’Ottocento, finemente scolpiti nel legno dal padre di Dimmo, conosciuto nell'ambiente e nel territorio con il nome d'arte “Marion dla Catarona” (o semplicemente Marion). Questi "attori di legno", con i loro sguardi fissi e vibranti, sono la testimonianza di una maestria artigianale che ha attraversato le generazioni e rappresentano il cuore pulsante di una tradizione popolare che a Guastalla trovò la sua dimora d'elezione. Fu lui, Marion, a tramandare l'arte dei burattini al figlio Dimmo, portando avanti una tradizione che mescolava lo spettacolo popolare con l'impegno civile. Marion, infatti, fu anche un noto partigiano della zona.

Non solo visione, ma anche voce: la mostra "Occhi di vetro" sarà arricchita dalla proiezione di un video documentario in dialetto. Il filmato ripropone uno spettacolo messo in scena da Rosa Stecco, moglie di Dimmo Menozzi, offrendo un tributo commovente e autentico agli "ultimi burattinai", custodi di un patrimonio linguistico e performativo inestimabil.

Date e orari

20 Set

17:00- Inizio evento

20
Set

21:00 - Fine evento

Costo

Biglietto d'ingresso alla mostra: 5,00 € intero, 3,00 € ridotto.

Tipo di evento

Mostra

Ultimo aggiornamento: 4 Febbraio 2026, 13:45